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I.O. inguaribile ottimista - le avventure di una RoMipoletaNa nel mondo

tutti vedono quello che sembri, pochi sanno quello che sei...
June 22

La mia vita lavorativa...

L'ultimo post risaliva alla fine del master...mi sembra passata una vita e invece è esattamente un mese.
La vita, come mi aspettavo, è inesorabilmente cambiata, ma in meglio direi, se non fosse per la spada di Damocle del precariato che penderà sul mio capo fino a Natale.
L'azienda dove lavoro è bellissima, l'ambiente mi ha stupito, non mi aspettavo di entrare da subito nel giro di amicizie  e conoscenze che si possono fare lì dentro. I pranzi sono di solito il momento più rilassante della giornata, finalmente ho smesso di mangiare la roba di cartone del master e mangio vero cibo in posti sempre diversi, con una buona preponderanza di cucine orientali e internazionali.
La mia capa è brava, tranquilla  e per ora tutto fila super liscio tra di noi; contrariamente a me è una persona molto riservata ma si vede che gode della stima di tutti anche per questa sua caratteristica.
Insieme stiamo provando a sostenere i prodotti della linea su cui lavoro, Lip Woolite (che vi invito caldamente a comprare!) e le giornate (tranne i venerdì) passano velocemente.
In più ci sono due stagisti con i quali ho legato subito, Gemma e Agostino e anche se il clima di mors tua vita mea che vige in azienda vorrebbe il contrario, io sono contenta di averli accanto a me all'inizio di quest'esperienza, comunque vadano le cose.

Che dire, adesso mi doccio e vado a vedere la nostra cara Italia, sperando di tornare a casa contenti come la scorsa volta.
Buona partita a tutti!

May 26

Fine del Master

Spento il proiettore, spenta la lavagna luminosa, nessun segno di pennarello sulle lavagne di carta.
Inesorabile fine di un anno lunghissimo e allo stesso tempo volato in un lampo.
Gli ultimi saluti, prima alle "autorità" che intervengono col discorso finale, coi complimenti, coi buonismi dell'ultima ora e con un cocktail, poi il saluto informale tra di noi, in una festa a tema, poi il saluto "definitivo" dopo l'ultimo pranzo che ha visto sedute allo stesso tavolo persone che per un anno si sono rifiutate di mangiare insieme.
Sono le stranezze che capitano quando un'avventuta volge al termine, e nessuno (o quasi) se la sente di lasciare un posto col rancore delle cose irrisolte e mai dette.
A me son sembrate tutte buffonate...a parte le parole di circostanza, gli "in bocca al lupo" che alla fine non si sono negati a nessuno e i riappacificamenti dell'ultima ora, dentro di me non si è mosso alcun sentimento...dopo tante esperienze concluse a livello scolastico ma non solo (ersamus, Stati Uniti, ma anche il gruppo Nutella in parrocchia e la Croce Rossa) dove alla fine avevo un magone insormontabile e non sono mai riuscita ad impedirmi di piangere, per la prima volta mi sono sentita cinica, nel salutare molte persone e provare immenso sollievo all'idea di non doverle vedere più.
Bizzarramente, mi ha colto in fallo solo il pensiero di due persone e non so dire nemmeno io perchè: il Direttore del master, che con la mia classe concludeva anche la sua carriera, e Laura, detta PiGi.
A parte questo ho salutato a cuor leggero anche i miei AMICI, quelli con cui ho condiviso davvero tutto l'anno, tutti i lavori, tutti i momenti di scazzo e di studio, le vicende personali e i gossip da master, ovvero i Reietti: Mary Fra, Gigio, Marta, Eleonora, Daniela, Elisa, Marco e Federico. Loro sono quelli che avrei voglia di rivedere...e so che con alcuni accadrà, con altri meno...ormai l'ho imparato dalla vita.
Eppure andando via dall'aula col mio trolley e il mio pc portatile, ho attraversato per l'ultima volta i corridoi verdi di moquette con uno strano slancio ai piedi, a testa alta, sentendomi contenta di tutto ciò che è accaduto, nonostante tutto...e infine ho rotolato una metaforica pietra anche su questa casella della mia vita che si conclude.
Tra una settimana, il primo giorno di lavoro. Tante aspettative ma anche un pò d'ansia, come credo sia giusto.
Al momento, una sola certezza: comunque sia andata, è stato un successo.

Arrivederci, amici del XX anno del Master Publitalia 80.




May 18

"Questo vuoto esploderà"

La vita continua.
Come è giusto che sia. Ognuno trova e prende la sua strada: a 5 giorni effettivi dalla fine del master molti di noi hanno già "chiaro" dove andranno a partire dal 3 giugno, altri purtroppo ancora stanno tribolando per saperlo. Ironicamente 2 milanesi finiscono a Roma e 2 di tre romani restano a Milano...mi chiedo se ci sia un senso in queste cose che succedono e se c'è mi piacerebbe scoprirlo.
Per mettere la parola fine alla parte d'aula del master mancano ancora una lezione, un esame, un business game, un cocktail di saluto...poi alle 13 di venerdì si vedrà gente con trolley al seguito fuggire in ogni direzione e senza la certezza di tornare a vedersi tutti insieme, se non nella "mitica" serata della festa di fine master di ottobre.

Oggi l'Inter ha vinto lo scudetto, la gente ha fatto un casino bestiale per le strade (uno dei pochi inconvenienti di vivere al centro...) ed era incredibile come fosse tanto diverso lo stato d'animo al di là e al di qua della finestra che separa la mia stanza dal resto del mondo: dentro si svolgeva una domenica sonnolenta "qualunque" a studiare per l'ultimo esame del master, con l'umore abbastanza a terra tenuto su da pasti ravvicinati ed ipercalorici, fuori l'euforia senza senso della gente che, sotto la pioggia continuava a sbandierare e suonare dirigendosi probabilmente verso il Duomo, nella domenica di fine campionato.

Come è giusto che sia, la vita deve continuare, anche quando non ci sono grossi moventi al di là di quelli professionali, quando tutto sembra fermo come in un palude e anche per chi non ha ancora alcuna certezza, e a breve ne troverà una.
Questa è per te, Gigio. Ti voglio bene.

May 10

Il peso delle parole

Frank Sinatra mi fa con la sua voce la colonna sonora di questo conclusivo momento di raggiungimento del Nirvana.
Basta pensarci.
Però la riflessione conclusiva, come alla fine di ogni tesi che si rispetti, ci deve stare e verterà sul "peso delle parole".
In questi tre giorni di passione, morte e risurrezione ne ho pensate un pò di tutti i colori ma l'unica saggia conclusione che mi viene è che NON DEVO CREDERE alle parole che la gente mi dice, non prima di conoscerla per un paio di mesi almeno. Si, credo che la soglia critica sia un paio di mesi, perchè è difficile tenere una recita per tempi molto lunghi (anche se alcuni potrebbero riuscirci) e quindi solo dopo codesta soglia di credibilità, potrò iniziare a dare un PESO ALLE PAROLE che mi vengono dette.

Parole che vengono dette solo per far passare aria nella cavità orale e che invece all'interlocutore potrebbero sembrare dette con apposito collegamento cerebrale.
Parole che esprimono un peso di una situazione che invece semplicemente NON ESISTE.
Parole che se gli permetti di passare il filtro dell'incredulità e di risultare credibili, per te HANNO UN PESO.

Dunque, anche se come dice un amico, in amore non esistono serie storiche, l'insegnamento che le mie serie storiche mi portano è:

SMETTI DI CREDERE ALLE PAROLE SENZA PESO.

E se puoi smetti di essere tu così "pe(n)sante" quando pronunci delle parole, visto che per la maggior parte delle persone, non funziona così.


mai immagine risultò più appropriata...recita "il peso delle parole scende sulle cose e mi fa diventare piccolo piccolo".
May 08

GDM

Ci sono GDM e GDM...
....ad esempio i Geni Del Male che ti fanno vivere tutte le Gioie Del Master in una Giornata della Minchia come questa.
C'è il fatto che in 24 ore la mia curva di brand awareness personale è passata dalla fase di introduzione a quella di declino senza un cazzo di motivo, a parte i GDM ovviamente.
E così sono le 22.20, ho il cervello fritto, un calzone finto sullo stomaco, una Corona in  testa (nel senso che sono talmente stanca che mi hanno fatto effetto anche 33 miseri cl di birra) e devo ancora finire un paio di cose pro master per domani. Maledetto/bendetto prof che ha messo in palio un punto esame col progetto di domani e io che con la mia dannata competitività LO DEVO AVERE PER FORZA...peccato che la cosa non dipenda unicamente da me.
E poi avrei voglia di sentire Seba, e il Plum Cooler, e invece uno sta dall'altro capo del mondo a girare film e l'altro dall'altra parte della città ad agitare cocktail...tutti e due hanno sto modo strano di fare le smorfie vocali quando la bocca inizia a procedere più lentamente del cervello...

Conto Economico....arrivo...non so come, ma arrivo....

BRAND AWARENESS PER TUTTI!!!

...e per concludere la follia, altri GDM (offerti da Google)
-Giornale Dei Misteri (giornaletto non ben identificato)
-Giardini di Mirò (manifestazione artistica)
-Giovani Della Margherita (associazione politica)
-Giornata Delle Marche (giornata celebrativa della celeberrima Regione)
-Gente Di Mare (serie TV Rai)
-Gazzetta Del Mezzogiorno (quotidiano regionale)
...e può bastare così.
May 07

Enter-Exit

Tutti escono da qualcosa.
Io vorrei entrarci.


(pensiero della notte molto brand awareness...)
May 05

Legeresse

Enjoy your rum cooler....

Per chi volesse farlo...

RUM COOLER

2 cucchiaini di zucchero di canna
1/2 lime tagliato in 4.
8/10 rum cubano bianco
2/10 ginger ale
Pestare il lime con lo zucchero di canna, formata la giusta malgama aggiungere il rhum.
Concludere con un po' di Schweppes ginger ale fino a riempire il bicchiere.


April 19

Passaggio generazionale

Quando accade di sentirsi "vecchi" o per lo meno vintage per la prima volta?
A me è successo ieri sera. Si festeggiavano i 30 anni di un amico, con un gruppo ben assortito di persone che ancora per poco possono fregiarsi del suffisso -enti (più una che quasi doveva dire -anta) e siamo andati a brindare in un locale in zona Navigli.
Superata l'entrata stile porta di albergo rotante ci ritroviamo nel paradiso dei teen agers dove orde di ragazzini ballavano al ritmo di musica piuttosto commerciale, talvolta con pezzi che ci ricordavano la nostra adolescenza...
Un fitto sentimento di maturità si è impossessato di me.
Da un lato era un "beata me" che questa fase l'ho già superata...dall'altro era un "mammamia ma quanto so vecchia!" perchè a dire il vero mi sentivo lontana 10 mila anni luce da tutto eppure sicura nel mio barile del quarto di secolo.
E comunque dopo poco ho smesso di concentrarmi sull'esterno per rifiondarmi nel mio gruppo, dove alcuni nuovi partiti molto sopra la media mi erano stati proposti....mah mah....
buonanotte a tutti...


April 09

Grazie Francois...

Prima di desiderare fortemente una cosa, bisogna verificare quanto sia felice chi la possiede.

François de La Rochefoucauld


April 07

Voglio una vita che se ne frega di tutto siiiii

Classica scena da mio blog: la stanza alle spalle che sembra mixata da un sapiente barista alla ricerca di nuovi sapori estremi, i libri che quasi sfondano la borsa e soprattutto quell'immenso, rassicurante mattone di carta che abbiamo stampato oggi pomeriggio con la speranza di sentirci più sicuri per l'esame di domani che in teoria sarebbe da studiare...e io seduta qui alla sedia, a battere sui tasti e a fottermene altamente di tutto.
E' stata proprio una bella settimana quella appena passata e nonostante ne porti su di me i segni (un ennesimo potentissimo raffreddore grado 6 della scala Richter) me la sono goduta e sono rientrata in un clima zen proprio niente male.
Due eventi hanno contribuito particolarmente:
1)martedì sera, concerto dei Subsonica a Torino.
Grandissimi, come sempre, anche se Samuel era tragicamente svociato e terribilmente rauco, machissenefrega...uno show stupendo con effetti di luce allucinanti e soprattutto una carrellata di grandi successi sempreverdi del loro repertorio...io ho saltato come un'invasata per due ore e alla fine sono uscita simile ai panni che si tirano fuori dalla lavatrice senza centrifuga...poi una bella ventata nella notte torinese e il primo punto per il raffreddore è mio!!!
Vorrei ricordare la perfetta organizzazione pre concerto, comprendente catering, beverage e studio del percorso per arrivare in orario, in seguito alla fuga dal master alle ore 17 in punto.
2)venerdì-sabato-domenica, ritrovo di amici di vecchia e nuova data (rigorosamente napoletani), a Firenze, casa di Serena.
Eravamo in 7 nella mitica casetta carinissima e multilivello ma soprattutto multi posto letto (come avremmo fatto se no a dormirci tutti???)...un lungo week end di cazzeggio ad altissimi livelli, con dormite dinosauresche, mangiate stile antichi romani e colazioni infinite. Si ricordano le pietanze forti: la fiorentina, una belva di 3 kili (e 120 euri!!!), lo zabaione di Sergio e Marta (con un pò troppo zucchero), il pane cafone + salame cafonissimo by Pasquale e Chiara, l'aperitivo in stile Milano gentilmente preparatao dalla sottoscritta e ultimo ma non ultimo il piatto di pasta al forno che mi ha accolto all'arrivo venerdì sera! (che forse cotto sarebbe stato ancora meglio, vero Serè???)
Firenze è bellissima e ci ha incorniciato per bene la nostra unica camminata in centro, per il resto ci siamo goduti la "tana" la cena fuori e il calore dell'amicizia di chi sa stare bene anche in una casa e non ha bisogno di grandi cose per divertirsi...poi riabbracciare la mia tesora è sempre bellissimo! Ma un cenno speciale anche alle new entry, MarcOne, Sergio e Flo!

Per tutti i curiosi una sfilza di foto è pronta a soddisfarvi nell'apposita sezione!

ora vadooooo

March 28

Alibi

Certe volte noi essere umani siamo proprio stupidi e abbiamo bisogno di un "alibi" per giustificare i nostri comportamenti sociali.
Prendi una classe master, prendila verso il quinto mese, quando ormai di cose ne sono avvenute fin troppe, quando si è polarizzata tipo "scisma" ecclesiastico, quando il cinismo regna sovrano e non ci si dice una cosa sincera nemmeno a pagarla, ormai.
Poi prendi una coach matura, di fama internazionale, che viene con i suoi questionari progettati dagli Harvardiani per studiare le relazioni tra gruppi e i rapporti di leadership. Mettici che lei è incredibilmente gentile e sorridente, ringrazia tutti, ma tutti la ascoltano con piacere e attenzione.
Poi fai che dopo due o tre mesi i risultati di quei test diventano oggetto di una lezione e piano piano gli allievi imparano a leggere su dei diagrammi quanto sono leader, come si vedono loro, e soprattutto come li vedono gli altri.
Infine mettili nei loro gruppi, a commentarsi a vicenda i risultati, a dire "guarda forse la cosa che di te dà fastidio 'è...." "guarda che forse dovresti prestare attenzione a..." e vedi che addirittura delle persone rinunciano a fare l'intervallo per sentire cosa gli altri hanno da dire su di loro, quegli stessi altri che di solito criticano, vessano e se potessero ammazzerebbe o quasi.
Improvvisamente le opinioni si ammorbidiscono, i loro consigli ti sembrano davvero utili, pensi che abbiano individuato il tuo punto debole e che magari tu non ti sei dato da fare per conoscerli meglio in quelli che sono i loro punti forti. Volano parole gentili "ti voglio bene" "meno male che in quei gruppi c'eri tu" "sei una persona tosta e preparata"....e poi finito il gruppo ti si avvicinano anche altri di classe, ti chiedono il tuo "feedback" su di loro, anche se per loro non hai nessun diagramma o punteggio, vogliono solo la tua opinione...e addirittura ti trovi a riassumergli in una frase come mai l'anno è andato così e che rimpianti senti già di avere.
E allora io dico...ma era necessaria la pur bravissima e super motivante coach o ci potevamo arrivare da soli? Perchè gli esseri umani preferiscono arroccarsi su barriere di conflittualità  e vivono in perenne sensazione di difesa quando potrebbero parlarsi e dirsi cosa magari sentono verso quella persona?
Sciogliti un pò ad esempio, a quello troppo bacchettone e un pò buonista..."mettici una parolaccia ogni tanto in quello che dici"...
Non ti rivestire della patina di anticonformista, a quella che vuole stare sopra le righe ma alla fine vive nel mezzo...
Non fare la maestrina, tratta la gente come tuoi pari, a quella perfezionista e so-tutto-io...
Non isolarti nei lavori di gruppo come se fosse il momento di pausa, a quello che non regge lo stress consecutivo...

Insomma rifletto e penso a quante situazioni del genere mi troverò ad affrontare nella vita lavorativa, come e peggio di quelle del master, dato che lì ci sono interessi ben più alti e filosoficamente concludo..ma l'homo deve sempre essere lupus verso gli altri o si può fare diversamente????
March 22

Pasqua senza pensieri

Sono spensierata, sono spensierata, sono spensierata.
Bello, erano mesi che non mi sentivo così.
Oggi, ridendo di gusto, ho aiutato mia sorella a smantellare quella che ormai si può considerare la sua ex casa di Roma, per iniziare un trasloco a rate verso la sua nuova casa di Milano. Niente...noi in famiglia non riusciamo a stare fermi in un posto più di tanto. Benedizione? Maledizione? Ci manca solo il camper, e saremmo alla stregua di zingari, ma zingari felici (citando le parole di Britti), che cambiano casa con una certa leggerezza di cuore e non si lasciano imbrigliare dai fantasmi dela nostalgia nel fare una scelta.
Perchè la casa è dove siamo noi, come mi piace dire quando parliamo della nostra vita in transumanza.
E così riaprendo gli armari escono fuori bigliettini di vecchissimi fidanzatini, pantaloncini taglia bambino che indossavamo nei campi estivi della parrocchia, improbabili impermeabili e borse quasi vintage. Qualcosa si tiene, qualcosa si butta, come nella vita ogni giorno.
L'importante è che le cose essenziali entrino in una valigia o una busta e ci seguano nelle prossime avventure.
L'importante è trovare gli amici di sempre, quando piove e non ti va di andare in giro, ma di andare a casa loro ad assaggiare dolci e chiacchierare si. L'importante è essere incoerenti, dire di desiderare una storia e poi respingerla con forza ogni volta che se ne para una davanti, sempre con la testa a pensare al futuro e a tutte le occasioni che andrebbero perse. Maledetto virus.
Eppure sono spensierata, e spensieratamente auguro a chi leggesse Buona Pasqua con un forte abbraccio, perchè chi conta lo sa davvero.